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15 septembre 2011 4 15 /09 /septembre /2011 09:29

ARENA. Pieno successo della prima data veronese del cantante inglese, con oltre undicimila spettatori. Questa sera alle 21 si replica. Più jazz che musica sinfonica per un concerto impeccabile ricco di classe e di ironia con omaggi alle grandi voci soul

 

Lo spettacolo più chic dell'anno, un vero e proprio concerto di jazz super elegante, ai confini tra pop e soul. George Michael, nella prima data areniana del suo Symphonica Tour, davanti a oltre 11mila presenti (stasera alle 21 si replica; ancora pochi biglietti disponibili) dimostra di avere, oltre a una voce da crooner, una classe immmensa, sorretto per due ore e mezza da un'orchestra sinfonica e da una band. Avesse registrato lo show di ieri in Arena, potrebbe inviarlo, tanto per dire, a un altro che fa Michael di nome (dai, è facile indovinare chi è; ha un cognome veneto...) per fargli capire come dev'essere quello che una volta chiamavano «cantante confidenziale».
IRONIA E CLASSE. Chi l'avrebbe detto che George è pure ironico? Prima di interpretare Let her down easy di Terence Trent D'arby, spiega: «Si tratta di una canzone dove un padre parla all'uomo con il quale la figlia perderà la verginità. In Italia la loro conversazione sarebbe molto breve: il papà gli direbbe "Se fai una cosa del genere, ti ammazzo"». Poi, prima di affrontare con classe Going to a town di Rufus Wainwright (va detto che in questo caso non riesce a superare l'angelica voce dell'originale), si permette un'altra battuta: «Per molto tempo non ho capito di cosa parlasse l'autore in questa canzone. Poteva trattare della guerra in Iraq o dei matrimoni gay. Poi, in un'intervista, Rufus ha detto che riguardava entrambe le cose».
SCUSE IN RITARDO. Fa davvero sorridere prima di Understand, quando chiede scusa per il precedente concerto in Arena saltato per una questione tecnica. Stiamo parlando di un episodio successo più di vent'anni fa. «Vi chiedo scusa con un bel ritardo», ammette George. «Ventitrè anni fa, qui, in Arena, ho annullato un concerto. Qualcuno tra i presenti c'era pure allora? (solo qualche urla di risposta, ndr). Era piovuto tutto il giorno e alla sera i tecnici mi hanno detto che c'era il 50% di possibilità che il palco non reggesse il peso delle strutture. Te la senti di cantare?, mi chiesero. E io non ho voluto rischiare. C'era in ballo la sicurezza dei miei musicisti e la mia». Fu un vero peccato, quella volta (avrebbe dovuto cantare I want your sex in una gabbia sospesa) anche perché per Michael «l'Arena è il migliore auditorium del mondo». Degno del suo show, connotato, oltre che dalla musica elegante dell'orchestra, da un videowall enorme, con proiezioni video e immagini davvero strepitose.
GLI OMAGGI. Nello show non c'è solo lui, nel senso che la star inglese ricorda Nina Simone con due canzoni, Billie Holiday e Rihanna, Amy Winehouse, John Lennon ed Elvis Presley (nel brano John & Elvis). Ma il Symphonica Tour, attraverso questi omaggi, è in fondo la sua celebrazione come voce in grado di trasmettere emozioni in brani cantati da grandi artisti maschili (oltre a Wainwright, rifà i Police di Roxanne e la dance dei New Order in versione jazzata) e da vere e proprie icone femminili (Nina, Billie, Amy e Rihanna: conoscete timbri più diversi tra loro?). Unica pecca: il filtro elettronico vocale usato per... distruggere una ballata come Where I hope you are. Troppo poco per rovinare un concerto perfetto.    (Photo )

 

L'Arena.it

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Published by Miss Yog - dans REVUE DE PRESSE
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